Articolo 6: Funghi Medicinali e Malattie Autoimmuni: Un Nuovo Approccio alla Modulazione del Sistema Immunitario
Le malattie autoimmuni rappresentano una sfida crescente per la medicina moderna. Patologie come l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla, il lupus e la tiroidite autoimmune implicano un malfunzionamento del sistema immunitario, che attacca erroneamente cellule e tessuti propri. In questo contesto, i funghi medicinali si stanno rivelando un prezioso alleato, grazie alla loro capacità di modulare – e non semplicemente stimolare – le risposte immunitarie.
Immunomodulazione vs Immunostimolazione: una distinzione fondamentale
Gli immunomodulatori agiscono in maniera intelligente: stimolano il sistema immunitario quando è ipoattivo (ad esempio, in caso di infezioni o tumori), ma possono anche attenuarne l’iperattività tipica delle condizioni autoimmuni. Questo equilibrio è essenziale in quanto la semplice stimolazione potrebbe aggravare una patologia autoimmune.
Classificazione clinica degli immunomodulatori
In medicina, gli immunomodulatori vengono suddivisi in:
Immunosoppressori: riducono l’attività immunitaria (usati ad esempio nei trapianti);
Immunostimolanti: potenziano la risposta immunitaria;
Immunoadiuvanti: amplificano la risposta immunitaria a specifici antigeni (es. nei vaccini).
I funghi medicinali si collocano in una categoria trasversale, potendo esercitare effetti multipli e contestuali, a seconda dello stato del sistema immunitario dell’individuo.
Meccanismi coinvolti: modulazione dall’interno
Diversi composti presenti nei funghi agiscono attraverso recettori specifici:
I β-glucani, interagendo con Dectin-1 e TLRs, influenzano positivamente le cellule presentanti l’antigene e la produzione di citochine.
Le lectine regolano l’attività di linfociti e macrofagi, agendo sulla segnalazione cellulare.
Le FIPs sono in grado di riequilibrare la risposta tra Th1 e Th2, due sottotipi di cellule T coinvolte nelle malattie autoimmuni.
Questa attività regolatrice è cruciale nei casi in cui l’organismo tende a “confondere” sé stesso con un agente esterno.
Esempi di funghi con azione immunoregolatrice
Ganoderma lucidum (Reishi): abbassa l’infiammazione sistemica e modula le citochine (IL-2, IFN-γ), riducendo l’aggressività del sistema immunitario.
Lentinula edodes (Shiitake): il suo β-glucano lentinan supporta l’equilibrio delle risposte Th1/Th2.
Cordyceps sinensis: ha mostrato in studi preclinici di migliorare la tolleranza immunitaria e ridurre marcatori autoimmuni.
Trametes versicolor: migliora la funzione delle cellule dendritiche, regolando l’attivazione dei linfociti T.
Una strategia naturale ma potente
L’approccio tramite micoterapia non è un’alternativa ai farmaci convenzionali, ma può rappresentare un complemento efficace e sicuro nel contesto di un trattamento integrato. I funghi medicinali offrono un’opzione naturale per ridurre l’infiammazione, supportare la regolazione immunitaria e migliorare la qualità della vita nei pazienti affetti da malattie autoimmuni.
Conclusione
La ricerca sui funghi medicinali apre scenari promettenti per la gestione delle patologie autoimmuni. Grazie alla loro capacità di modulare selettivamente il sistema immunitario, rappresentano una risorsa preziosa per promuovere equilibrio e benessere.
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Articolo 5: I Superpoteri del Sistema Immunitario: Come i Funghi Medicinali lo Rafforzano in Modo Naturale
Negli ultimi anni, i funghi medicinali hanno guadagnato crescente attenzione per le loro straordinarie proprietà immunomodulanti. Non si tratta solo di tradizione o rimedi popolari: oggi la scienza conferma che i funghi contengono composti bioattivi capaci di modulare in modo efficace e naturale il nostro sistema immunitario.
Immunomodulazione: che cos'è e perché è importante
A differenza dell’immunostimolazione (che potenzia in modo indiscriminato la risposta immunitaria), l’immunomodulazione è un meccanismo più fine e bilanciato. Serve a rafforzare le difese quando necessario, ma anche a ridurre l’attività immunitaria in caso di reazioni eccessive, come quelle presenti nelle malattie autoimmuni o nelle infiammazioni croniche.
Ed è proprio questo che fanno molti funghi medicinali.
I 4 composti chiave dei funghi medicinali
Polisaccaridi (β-glucani): Considerati i più potenti immunomodulatori tra i composti fungini. Stimolano macrofagi, cellule dendritiche, cellule NK e favoriscono la produzione di citochine (TNF, IFN-γ, IL-1). La loro struttura (es. β-1,3-glucani con ramificazioni β-1,6) è cruciale per l'attivazione immunitaria.
Lectine: Proteine che si legano a specifici zuccheri sulle cellule immunitarie, modulando la comunicazione tra cellule e stimolando la produzione di sostanze protettive come nitriti e TNF-α.
FIPs (Proteine Immunomodulanti Fungine): Influenzano il sistema immunitario legandosi ai recettori TLRs, attivando le vie MAPK e NF-κB, e favorendo la differenziazione delle cellule T helper.
Terpeni e Terpenoidi: Composti volatili che regolano l’attività immunitaria agendo sull’espressione genica. I triterpenoidi di Ganoderma, ad esempio, sono noti per effetti immunomodulanti e antitumorali.
Meccanismi d’azione: il dialogo tra funghi e sistema immunitario
I funghi attivano specifici recettori presenti sulla superficie delle cellule immunitarie, dando il via a complesse risposte difensive. I principali recettori coinvolti sono:
Dectin-1: un recettore pattern recognition presente su macrofagi e cellule dendritiche. Riconosce i β-glucani dei funghi, attivando la produzione di citochine infiammatorie e stimolando la fagocitosi. È essenziale per la risposta antifungina.
CR3 (Complement Receptor 3): coinvolto nella fagocitosi e nella risposta infiammatoria. Interagisce con i β-glucani per stimolare macrofagi e neutrofili.
TLRs (Toll-Like Receptors), in particolare TLR-2 e TLR-6: questi recettori riconoscono strutture fungine e inducono la produzione di citochine tramite l’attivazione della via NF-κB, importante per la risposta immunitaria innata.
L’attivazione combinata di questi recettori da parte dei composti fungini genera una risposta immunitaria coordinata, che coinvolge:
Aumento dell’attività fagocitica;
Produzione di mediatori immunitari (IL-6, IL-1β, TNF-α);
Espressione di geni protettivi;
Miglioramento dell’immunità innata e adattativa.
Questo favorisce:
Una maggiore efficienza nella difesa contro infezioni;
Una riduzione dello stato infiammatorio cronico;
Un riequilibrio del sistema immunitario in presenza di disfunzioni. presenti su macrofagi, monociti e neutrofili, innescando la produzione di citochine e promuovendo una risposta immunitaria coordinata. Questo favorisce:
Una maggiore efficienza nella difesa contro infezioni;
Una riduzione dello stato infiammatorio cronico;
Un riequilibrio del sistema immunitario in presenza di disfunzioni.
Perché integrarli nella routine quotidiana
L'integrazione di funghi medicinali può rafforzare naturalmente il sistema immunitario, aiutando l'organismo a rispondere meglio a stress, infezioni e infiammazioni.
Ganoderma lucidum (Reishi): noto per la sua azione riequilibrante sul sistema immunitario e le proprietà antinfiammatorie.
Lentinula edodes (Shiitake): stimola la fagocitosi e l’attività delle cellule NK.
Trametes versicolor (Turkey Tail): utilizzato come supporto immunitario in oncologia integrata.
Conclusione
I funghi medicinali rappresentano una risorsa preziosa per chi cerca soluzioni naturali per rafforzare il proprio sistema immunitario. Grazie ai loro composti bioattivi, agiscono in modo intelligente, aiutando il corpo a ritrovare l’equilibrio e a rispondere meglio agli stimoli interni ed esterni.
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Questo articolo scientifico pubblicato nel Journal of Fungi nel 2020 esplora gli effetti immunomodulatori dei funghi commestibili e medicinali e i loro composti bioattivi. Vengono esaminate diverse classi di molecole, come polisaccaridi, lectine, proteine immunomodulanti fungine (FIP) e terpeni, evidenziando le loro strutture, funzioni e meccanismi d'azione. La ricerca riassume gli studi clinici esistenti e discute le potenziali applicazioni terapeutiche di questi composti, sottolineando anche le sfide e le aree che richiedono ulteriori indagini per un loro impiego più ampio in medicina. Infine, si accenna al ruolo della genomica nello studio dei funghi medicinali.
Quali sono le principali categorie di composti bioattivi presenti nei funghi medicinali e quali attività immunomodulatorie possiedono?
Le principali categorie di composti bioattivi presenti nei funghi medicinali che possiedono attività immunomodulatorie sono principalmente quattro: polisaccaridi, lectine, proteine immunomodulatorie fungine (FIPs) e terpeni e terpenoidi.
• Polisaccaridi: I polisaccaridi sono tra i composti bioattivi derivati dai funghi con attività immunomodulatoria più frequentemente riportati. Questi polisaccaridi sono eterogenei per composizione zuccherina, struttura della catena principale, grado di ramificazione, conformazione, peso molecolare e altre proprietà fisiche, che influenzano la loro bioattività e il meccanismo d'azione. Possono essere omoglicani o eteroglicani e combinarsi con peptidi per formare peptidoglicani o complessi polisaccaride-proteina. In generale, i polisaccaridi con peso molecolare più elevato mostrano una maggiore bioattività. Molti polisaccaridi di funghi medicinali hanno dimostrato di stimolare cellule Natural Killer (NK), macrofagi e cellule dendritiche, oltre a indurre la produzione di citochine come TNF, IFN-γ e IL. Esempi specifici includono il lentinan dallo shiitake (Lentinula edodes) e lo schizophyllan da Schizophyllum commune, entrambi β-1,3-D-glucani con ramificazioni β-1,6, che hanno mostrato attività immunomodulatorie e antitumorali e sono stati approvati per uso clinico in Giappone. Altri polisaccaridi con effetti immunomodulatori sono presenti in diverse specie come Agaricus blazei, Auricularia auricula-judae, Ganoderma lucidum, Grifola frondosa, Hericium erinaceus e molte altre (vedi Tabella 24 ). I meccanismi d'azione possono includere l'attivazione del sistema TLR4-NFκB nei macrofagi5 . La struttura, inclusa la presenza di triple eliche in alcuni β-D-glucani come lentinan e schizophyllan, e le modifiche chimiche come la solfatazione, possono influenzare l'attività immunomodulatoria dei polisaccaridi.
• Lectine: Le lectine sono proteine che riconoscono e interagiscono con vari carboidrati/glicoproteine sulla superficie cellulare. Le lectine dei funghi medicinali hanno dimostrato di possedere specifiche attività immunomodulatorie, antiproliferative e antitumorali. Agiscono stimolando la produzione di nitriti, aumentando l'espressione di TNF-α e interleuchine, attivando i linfociti e promuovendo la produzione di fattori che attivano i macrofagi. Diverse lectine da funghi come Agaricus bisporus lectina (ABL), Grifola frondosa lectina (GFL) e Schizophyllum commune lectina (SCL) hanno mostrato tali effetti (vedi Tabella 310 ). Alcune lectine fungine hanno anche mostrato attività antivirali, mitogeniche, antimicrobiche e antiossidanti.
• Proteine Immunomodulatorie Fungine (FIPs): Le FIPs sono un gruppo di proteine con sequenze amminoacidiche altamente simili che esistono come dimeri. Le FIPs stimolano le cellule che presentano l'antigene legandosi ai recettori Toll-like (TLRs) e rilasciando citochine come NO e IL-1211 . Possono anche promuovere la proliferazione e la differenziazione delle cellule T helper (Th0) in cellule Th1 e Th2, attivare macrofagi e cellule B, producendo una varietà di fattori cellulari attraverso l'attivazione della fosforilazione di p38/MAPK e l'aumento della produzione di NF-κB11 . Esempi di FIPs con attività immunomodulatoria includono FIP-fve da Flammulina velutipes e LZ-8 da Ganoderma lucidum (vedi Tabella 412 ).
• Terpeni e Terpenoidi: I terpeni sono idrocarburi derivati biosinteticamente da unità di isopentenil pirofosfato, mentre i terpenoidi sono terpeni con gruppi funzionali contenenti ossigeno. Terpeni e terpenoidi provenienti da vari funghi medicinali hanno mostrato attività immunoregulatorie . Ad esempio, le specie di Ganoderma sono note per il loro alto contenuto di triterpenoidi, che hanno mostrato elevate attività immunomodulanti e antinfettive. Studi hanno indicato che i terpeni e i terpenoidi modulano le funzioni del sistema immunitario stimolando l'espressione di geni che codificano per proteine nella via del fattore nucleare (NF)–κB e per le mitogen-activated protein kinases. Diversi terpenoidi isolati da Ganoderma lucidum e Ganoderma lingzhi, come gli acidi ganoderici, hanno dimostrato attività immunomodulanti, antitumorali e/o antinfettive . Tuttavia, i loro meccanismi d'azione e le relazioni struttura-attività sono ancora poco compresi .
È importante notare che la distribuzione di questi composti varia tra le specie fungine e le loro attività immunomodulatorie dipendono dalle loro strutture di base e dalle modificazioni chimiche della composizione delle frazioni . Inoltre, diverse estrazioni dello stesso fungo possono mostrare attività non sovrapponibili ma complementari.
Come sono classificati gli immunomodulatori in clinica?
In pratica clinica, gli immunomodulatori sono solitamente classificati in tre categorie: immunosoppressori, immunostimolanti e immunoadjuvanti.
• Gli immunosoppressori sono utilizzati per sopprimere la risposta immunitaria.
• Gli immunostimolanti sono impiegati per stimolare o potenziare la funzione del sistema immunitario.
• Gli immunoadjuvanti sono sostanze che aumentano la risposta immunitaria a un antigene, spesso utilizzati in combinazione con i vaccini.
La quota di mercato di questi immunomodulatori è aumentata rapidamente negli ultimi anni grazie alle loro ampie applicazioni mediche per pazienti che necessitano di modulazioni del sistema immunitario. Le modulazioni del sistema immunitario sono anche comunemente utilizzate come medicina profilattica per un numero crescente di persone sane1 .
Sebbene la maggior parte degli immunomodulatori siano composti sintetici o semi-sintetici, c'è un crescente interesse per gli immunomodulatori naturali, come quelli derivati dai funghi medicinali.
Quali meccanismi mediano gli effetti immunomodulatori dei funghi?
I meccanismi che mediano gli effetti immunomodulatori dei funghi sono diversi e dipendono dalle specifiche categorie di composti bioattivi presenti in essi. Le principali modalità attraverso cui i funghi esercitano la loro azione immunomodulatoria coinvolgono sia il sistema immunitario innato che quello adattativo. In generale, i composti bioattivi dei funghi possono attivare componenti del sistema immunitario innato come le cellule Natural Killer (NK), i neutrofili e i macrofagi, e stimolare l'espressione e la secrezione di citochine. Queste citochine, a loro volta, attivano l'immunità adattativa promuovendo la proliferazione e la differenziazione delle cellule B per la produzione di anticorpi e stimolando la differenziazione delle cellule T in cellule T helper (Th) 1 e Th2, che mediano rispettivamente l'immunità cellulare e umorale.
Ecco i meccanismi principali associati alle diverse categorie di composti bioattivi dei funghi:
• Polisaccaridi: I polisaccaridi sono tra gli immunomodulatori naturali più comuni estratti dai funghi. I loro meccanismi d'azione possono includere il legame a recettori cellulari. Ad esempio, è stato dimostrato che un glucuronoxilomannano (TAP-3) ottenuto da Naematelia aurantialba (sin. Tremella aurantialba) promuove la secrezione di NO, IL-1β e TNF-α dai macrofagi2 . Allo stesso modo, un polisaccaride (CCP) da Craterellus cornucopioides rafforza la funzione fagocitica dei macrofagi e aumenta l'espressione di citochine attraverso l'attivazione della via TLR4–NFκB2 . In generale, i polisaccaridi ad alto peso molecolare tendono a mostrare una maggiore bioattività e agiscono legandosi ai recettori cellulari, mentre quelli a basso peso molecolare possono penetrare le cellule immunitarie ed esercitare effetti stimolatori dall'interno. La struttura dei polisaccaridi, in particolare la presenza di una catena principale di 1,3-β-D-glucano con ramificazioni corte 1,6-β-legate, è spesso associata all'attività immunomodulatoria. Alcuni β-D-glucani, come lentinan, schizophyllan e PSK, adottano una conformazione a tripla elica che è importante per la loro attività stimolante le citochine. Anche modifiche chimiche come la solfatazione possono aumentare l'attività immunomodulatoria dei polisaccaridi fungini.
• Lectine: Le lectine fungine mediano i loro effetti immunomodulatori attraverso il riconoscimento e l'interazione con vari carboidrati/glicoproteine sulla superficie cellulare . Questa interazione può portare a diverse risposte immunitarie, tra cui la stimolazione della produzione di nitriti, l'aumento dell'espressione di TNF-α e interleuchine, l'attivazione dei linfociti e la promozione della produzione di fattori che attivano i macrofagi9 . Ad esempio, due lectine estratte da Leucocalocybe mongolica (sin. Tricholoma mongolicum), TML-1 e TML-2, stimolano la produzione di nitrito e TNF-α8 . La lectina da Clitocybe nebularis (CNL) induce la maturazione e l'attivazione delle cellule dendritiche (DCs) e stimola diverse citochine proinfiammatorie come IL-6, IL-8 e TNF-α8 .
• Proteine Immunomodulatorie Fungine (FIPs): Le FIPs esercitano i loro effetti immunomodulatori principalmente attraverso il legame ai recettori Toll-like (TLRs)10 . Questo legame stimola le cellule che presentano l'antigene e porta al rilascio di citochine come NO e IL-1210 . Le FIPs possono anche attivare la fosforilazione di p38/MAPK e aumentare la produzione di NF-κB, promuovendo così la proliferazione e la differenziazione delle cellule T helper (Th0) in cellule Th1 e Th2, attivando macrofagi e cellule B e producendo una varietà di fattori cellulari (vedi Figura 5)10 . Ad esempio, FIP-fve da Flammulina velutipes può aumentare l'espressione di molecole di adesione intercellulare sulla superficie delle cellule T attraverso la fosforilazione di p38/MAPK e attivare le cellule Th1 a produrre IL-2 e IFN-γ10 . FIP-gts da Ganoderma tsugae può stimolare i monociti del sangue periferico umano a produrre IFN-γ e attiva la via di segnalazione PI3K/Akt10 .
•
Terpeni e Terpenoidi: Sebbene i meccanismi d'azione e le relazioni struttura-attività dei terpeni e dei terpenoidi siano ancora poco compresi, è stato suggerito che modulano le funzioni del sistema immunitario stimolando l'espressione di geni che codificano per proteine nella via del fattore nucleare (NF)–κB e per le mitogen-activated protein kinases. I triterpenoidi da specie di Ganoderma hanno mostrato attività immunomodulanti e antinfettive.
In sintesi, gli effetti immunomodulatori dei funghi medicinali sono mediati da una complessa interazione di diversi composti bioattivi che agiscono su varie componenti e vie del sistema immunitario, sia innato che adattativo. I polisaccaridi spesso interagiscono con recettori sulla superficie cellulare e attivano vie di segnalazione intracellulari; le lectine riconoscono specifiche strutture glicosilate e possono innescare diverse risposte immunitarie; le FIPs si legano ai TLRs, avviando cascate di segnalazione che portano alla produzione di citochine e all'attivazione di cellule immunitarie; e i terpeni/terpenoidi sembrano influenzare l'espressione genica coinvolta nella risposta immunitaria..
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7712035/
I funghi commestibili e medicinali sono stati utilizzati per secoli in diverse culture per le loro proprietà nutrizionali e terapeutiche. Recentemente, l'attenzione scientifica si è concentrata sui loro effetti immunomodulatori, ovvero sulla capacità di modulare e migliorare la risposta del sistema immunitario.
Composti Bioattivi nei Funghi
I funghi sono ricchi di composti bioattivi che contribuiscono alle loro proprietà immunomodulanti:
Polisaccaridi, in particolare i β-glucani: questi polisaccaridi sono noti per la loro capacità di modulare il sistema immunitario. I β-glucani dei funghi presentano una struttura caratterizzata da catene principali β-1,3-glucaniche con ramificazioni β-1,6, che vengono riconosciute dai recettori delle cellule immunitarie, conferendo loro specifiche proprietà immunomodulanti .PMC
Proteine immunomodulatrici fungine (FIPs): queste proteine influenzano l'attività delle cellule immunitarie, modulando la risposta immunitaria .
Terpeni e terpenoidi: composti che modulano il sistema immunitario stimolando l'espressione di geni coinvolti nella risposta immunitaria, oltre ad avere proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali .PMC
Lectine: proteine che si legano specificamente a determinati zuccheri, influenzando le interazioni cellulari e modulando l'attività immunitaria .
Meccanismi di Azione
I β-glucani fungini interagiscono con recettori specifici sulle cellule immunitarie, come Dectin-1, CR3 e TLR-2/6, attivando macrofagi, neutrofili, monociti, cellule NK e dendritiche. Questa interazione modula sia la risposta immunitaria innata che quella adattativa, migliorando la fagocitosi e la produzione di citochine .BioMed Central
Efficacia Clinica e Studi Scientifici
Numerosi studi hanno esplorato l'efficacia clinica dei funghi medicinali:
Ganoderma lucidum (Reishi): ricco di terpenoidi, modula il sistema immunitario stimolando l'espressione di geni coinvolti nella risposta immunitaria e possiede proprietà antinfiammatorie e antitumorali .PMC
Trametes versicolor (Turkey Tail): utilizzato come modulatore immunitario non specifico, ha mostrato in studi clinici la capacità di migliorare la funzione immunitaria nei pazienti oncologici .
Lentinula edodes (Shiitake): contiene β-glucani che stimolano la fagocitosi e migliorano la risposta immunitaria innata .
Inoltre, estratti di funghi come il Maitake sono stati studiati per le loro potenziali proprietà antitumorali e di stimolazione del sistema immunitario .
Considerazioni Finali
L'integrazione di funghi commestibili e medicinali nella dieta o come supplementi può offrire benefici immunomodulanti significativi. Tuttavia, è fondamentale consultare un professionista sanitario prima di iniziare qualsiasi regime di integrazione, soprattutto per individui con condizioni mediche preesistenti o che assumono altri farmaci. Ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere appieno i meccanismi d'azione e ottimizzare l'uso terapeutico dei funghi medicinali.
https://jhoonline.biomedcentral.com/articles/10.1186/1756-8722-2-25
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7826851/
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8623785
Negli ultimi anni, la ricerca sul microbiota intestinale ha messo in luce due protagonisti centrali della salute umana: i phyla batterici Bacteroidetes e Firmicutes. Il loro equilibrio è associato a una condizione di benessere, mentre squilibri nella loro proporzione sono collegati a obesità, infiammazione, diabete e altre patologie croniche.
I polisaccaridi dei funghi medicinali si stanno rivelando strumenti naturali e potenti per regolare questo equilibrio. Vediamo come.
L’equilibrio tra Bacteroidetes e Firmicutes
Nel microbiota sano, Bacteroidetes e Firmicutes rappresentano circa il 90% della flora batterica intestinale. I Bacteroidetes sono associati alla fermentazione di fibre e alla produzione di acidi grassi a catena corta (SCFAs), mentre i Firmicutes sono legati a una maggiore efficienza nell’assorbimento energetico. Un rapporto sbilanciato a favore dei Firmicutes è stato collegato a obesità e disbiosi.
L’intervento dei funghi: effetti documentati
Numerosi studi hanno dimostrato che i polisaccaridi fungini possono influenzare questo rapporto:
Inonotus obliquus (Chaga): aumenta i Bacteroidetes e riduce i Firmicutes in modelli di pancreatite cronica.
Ganoderma lucidum (Reishi): aumenta il rapporto Bacteroidetes/Firmicutes in modelli di colite e iperlipidemia.
Auricularia auricular: promuove la crescita di Bacteroidetes, in particolare della famiglia Porphyromonadaceae.
Grifola frondosa (Maitake): stimola generi benefici come Alistipes, Prevotella e Bacteroides.
Agaricus bisporus: in modelli animali, aumenta l’abbondanza relativa di Bacteroidetes.
Un effetto che dipende dal contesto
Non tutti i polisaccaridi fungini agiscono allo stesso modo. Alcuni, come quelli di Pleurotus eryngii e Morchella esculenta, hanno mostrato in certi contesti una diminuzione dei Bacteroidetes. Questo dimostra quanto sia importante personalizzare l’intervento, selezionando le specie fungine in base alle condizioni specifiche dell’ospite.
Implicazioni pratiche e terapeutiche
Modulare il rapporto Bacteroidetes/Firmicutes attraverso funghi medicinali significa:
Contrastare la disbiosi intestinale
Favorire la perdita di peso (nei casi di obesità)
Migliorare la sensibilità insulinica
Ridurre l’infiammazione cronica
Promuovere la produzione di SCFAs (acido butirrico, acetico, propionico)
Integratori intelligenti per un microbiota equilibrato
Gli integratori contenenti polisaccaridi selezionati da funghi medicinali possono aiutare a riequilibrare il profilo batterico dell’intestino. A seconda dell’estratto, si possono favorire i Bacteroidetes o ridurre i Firmicutes, riportando l’ecosistema intestinale verso una composizione più favorevole alla salute.
Formulazioni mirate che includono estratti di Ganoderma, Inonotus, Auricularia o Grifola offrono una risposta naturale, ma validata scientificamente, per sostenere il benessere intestinale.
Conclusione
L’uso consapevole dei funghi medicinali rappresenta una strategia intelligente per supportare l’equilibrio tra Bacteroidetes e Firmicutes. Questo equilibrio è la base per un microbiota sano, un metabolismo efficiente e un sistema immunitario ben regolato.
Quando scegli i tuoi integratori, pensa anche al tuo microbiota: piccoli organismi, grandi effetti.
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Nel mondo della salute intestinale, una nuova frontiera si sta facendo sempre più spazio: i funghi medicinali. Da secoli utilizzati nella medicina tradizionale, oggi vengono riscoperti come alleati preziosi del microbiota intestinale, grazie a una componente chiave: i polisaccaridi fungini.
Il microbiota intestinale: l'ecosistema dentro di noi
Il microbiota intestinale è un universo microscopico composto da trilioni di microrganismi, principalmente batteri, che convivono nel nostro intestino. Questo ecosistema svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della salute: regola il metabolismo, modula il sistema immunitario, protegge la barriera intestinale e perfino comunica con il cervello attraverso l'asse intestino-cervello.
Tuttavia, fattori come dieta squilibrata, stress, antibiotici e inquinamento possono alterare questo equilibrio, generando disbiosi e aprendo la strada a disturbi intestinali, metabolici, infiammatori e neurologici.
I polisaccaridi fungini: carburante per la flora intestinale
I polisaccaridi fungini sono carboidrati complessi non digeribili dagli enzimi umani. Questo significa che raggiungono il colon intatti, dove diventano nutrimento ideale per i batteri benefici del microbiota. In particolare, stimolano la crescita di specie probiotiche come Bifidobacterium e Lactobacillus, agendo quindi come veri e propri prebiotici naturali.
Una volta fermentati dai microbi intestinali, questi polisaccaridi vengono trasformati in metaboliti bioattivi, in particolare gli acidi grassi a catena corta (SCFAs) come acido acetico, propionico e butirrico. Queste molecole non solo nutrono le cellule del colon, ma contribuiscono anche a rafforzare la barriera intestinale, a ridurre l'infiammazione e a regolare la glicemia e il metabolismo lipidico.
La struttura è tutto: composizione e funzione
Non tutti i polisaccaridi fungini sono uguali. La loro efficacia dipende da diversi fattori:
Peso molecolare: polisaccaridi con pesi diversi mostrano attività differenti nella modulazione del microbiota.
Composizione monosaccaridica: i polisaccaridi possono essere glucani (solo glucosio) o eterosaccaridi (composti da più zuccheri, come mannosio, galattosio, xilosio, fucosio, ecc.).
Tipologia di legami glicosidici: la disposizione dei legami è fondamentale. Ad esempio, i (1→3)-β-glucani di Lentinula edodes hanno dimostrato di aumentare specie batteriche benefiche come Clostridiales, Lachnospiraceae e Ruminococcaceae.
Un esempio emblematico è il polisaccaride del fungo Flammulina velutipes, composto da cinque tipi di zuccheri, che ha promosso la proliferazione di intere famiglie batteriche favorevoli alla salute intestinale.
Dai polisaccaridi ai benefici concreti
Cosa significa tutto ciò per la salute dell’ospite?
Più energia per il colon: gli SCFAs prodotti dalla fermentazione forniscono carburante diretto alle cellule intestinali.
Barriera intestinale più forte: SCFAs come il butirrato rinforzano le giunzioni strette tra le cellule epiteliali, riducendo la permeabilità intestinale (leaky gut).
Regolazione del sistema immunitario: i polisaccaridi modulano le risposte immunitarie locali e sistemiche, aiutando a prevenire infiammazioni croniche.
Influenza positiva sul metabolismo: supportano la regolazione della glicemia, la gestione del peso e la salute epatica.
Il valore aggiunto per gli integratori
Alla luce di queste scoperte, i funghi medicinali non sono più solo un rimedio tradizionale, ma una componente avanzata della nutraceutica moderna. Integratori a base di funghi come Ganoderma lucidum, Hericium erinaceus, Auricularia auricula o Grifola frondosa possono rappresentare un supporto naturale ma scientificamente fondato per il benessere intestinale.
Per aziende impegnate nella salute naturale, formulare prodotti contenenti polisaccaridi fungini significa offrire ai propri clienti soluzioni efficaci, sicure e sostenibili per riequilibrare la flora intestinale e potenziare la salute generale.
Conclusione
La simbiosi tra funghi medicinali e microbiota intestinale apre nuove prospettive per il benessere integrale. Grazie ai loro polisaccaridi, i funghi agiscono come veri e propri architetti del microbiota, modulando la flora intestinale in modo selettivo e benefico. Includerli nella propria alimentazione o integratori quotidiani è un gesto semplice, ma potentemente trasformativo, per chi vuole prendersi cura del proprio benessere partendo dall’intestino.
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